Addio a un anno di merda

Inutile dire che il 2020 è stato l’anno del COVID-19. Purtroppo quello che si chiude rientra a buon diritto tra gli anni neri della storia dell’umanità. E’ stato l’anno della peggiore crisi sanitaria e economica globale mai registrata.

Sono morte quasi 2 milioni di persone. 80 milioni sono quelle che si sono ammalate. Intere famiglie sono state distrutte, molti hanno perso i propri cari. Popolazioni come quella degli Stati Uniti, dell’India e del Brasile sono state falcidiate in numeri apocalittici, tipo guerra atomica. Stati sull’orlo del fallimento, aziende chiuse, negozi che non riapriranno mai più.

Insomma, chi più ne ha, più ne metta. Ciascuno di noi ha un motivo per ritenere il 2020 un vero e proprio ANNO DI MERDA.

E allora, cosa ci lasciamo dietro, ora che stiamo per stappare lo spumante, pronti a celebrare l’arrivo di un nuovo anno, con lo stesso entusiasmo con cui abbiamo atteso il 2020? Siamo sicuri che il 2021 andrà meglio? Forse è meglio non domandarcelo.

Ci lasciamo alle spalle l’anno che ci ha portato via Maradona, Paolo Rossi, Kobe Bryant, Gigi Proietti, Sean Connery, Ennio Morricone, Luis Sepulveda, Ezio Bosso, Carlos Ruiz Zafon, Kenzo e Gucci (il nipote).

Ci lasciamo alle spalle Trump che dice addio alla presidenza, la Cina che diventa la prima potenza economica del pianeta (e rimane la “probabile” causa della pandemia) e l’Europa che riceve in queste ore le prime dosi del vaccino.

Ci lasciamo alle spalle Mr Amazon, Jeff Bezos, che diventa l’uomo più ricco del mondo, grazie all’uso massiccio degli acquisti online negli ultimi mesi.

Ci lasciamo alle spalle più di 2 milioni di contagiati solo in Italia, tra i quali si contano, ad oggi, 71.925 morti (!)

Ci lasciamo alle spalle oltre 20 DPCM, 8 Decreti Legislativi, incalcolabili ordinanze regionali e comunali.

Ci lasciamo alle spalle l’abitudine a portare la mascherina, sempre e dovunque, che è per noi tutti ormai una seconda pelle.

Ci lasciamo alle spalle lo smartworking, la cassa integrazione, i fondi alle partite iva, i contributi, i ristori, gli indennizzi, le chiusure anticipate, il coprifuoco, gli spray per le mani, i tamponi, i test sierologici, il lockdown, i vaccini, le zone rosse, arancioni e gialle.

Ci lasciamo alle spalle i sospetti, i complotti, i “è tutta una messinscena”, i negazionisti, i Burioni del web, i coglioni di Facebook, i telegiornali che non parlano d’altro, i Grisanti, i Galli, i Gismondo, i no-vax, gli epidemiologi del bar, i professori a distanza e quelli da vicino.

Ma soprattutto ci lasciamo alle spalle i genitori non visti per settimane, i nonni (sopravvissuti) isolati da qualche parte, i pranzi saltati, gli abbracci mancati, i baci non dati, le strette di gomito, i sorrisi coperti da un rettangolino azzurro, le spese “sospese”, le pizze regalate, il rispetto delle code, le passeggiate al parco dopo un mese in casa, i figli al telefono, i fidanzati su Skype, i viaggi di ritorno in Italia dopo mesi all’estero, chi bussa solo per sapere come va e se può fare qualcosa, chi non licenzia, chi assume, chi guarisce.

Buon 2021.

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